Laboratorio didattico

Ritrarsi

Laboratorio didattico di autoritratto ed educazione all'immagine con le scuole: uno spazio per esplorarsi attraverso la fotografia, e imparare a usarla con consapevolezza.

DestinatariScuole secondarie
AmbitoEducazione all'immagine
Esperienza richiestaNessuna
La premessa

L'adolescenza è l'età in cui la domanda "chi sono?" si fa urgente, ma raramente trova spazi per essere esplorata senza giudizi altrui. Il laboratorio di autoritratto offre ai ragazzi la possibilità di raccontarsi attraverso una personale rappresentazione, aiuta a trasformare insicurezze e fragilità in materiale espressivo, usando un mezzo, la fotografia, che appartiene già alla loro quotidianità ma che quasi mai hanno imparato a usare in modo consapevole. Costruire un autoritratto significa fermarsi, osservarsi, decidere cosa mostrare e cosa custodire: un esercizio di introspezione concreto, che passa dallo sguardo prima che dalle parole, e che per questo raggiunge anche chi fatica ad esprimersi a voce.

Un modo diverso di incontrare se stessi, partendo da uno strumento che già usano ogni giorno.

Il laboratorio e la prevenzione al cyberbullismo

Il cyberbullismo colpisce quasi sempre attraverso le immagini: l'immagine derisa, il commento sull'aspetto, lo screenshot condiviso. La ferita si presenta quando il/la giovane fa coincidere la propria immagine con il proprio valore. Questo laboratorio agisce anche su questo punto: scattando, scegliendo e costruendo la propria immagine si comprende per esperienza diretta che ogni fotografia è una rappresentazione parziale di sé, da non intendersi come un "verdetto finale". Questa consapevolezza è una forma concreta di prevenzione: chi la possiede è meno vulnerabile all'attacco e meno incline a usare le immagini come arma. Il lavoro in gruppo, regolato da un patto di sguardo non giudicante, allena inoltre l'empatia: l'immagine del compagno diventa il racconto di una persona e rompe le etichette su cui si costruiscono le dinamiche di esclusione. Infine, il tempo lento della fotografia pensata educa al gesto consapevole contro l'impulsività dello scatto: prima di scattare, mostrare o condividere, si impara a chiedersi cosa produce un'immagine una volta uscita dalle nostre mani, e a non far circolare mai l'immagine di un altro/a senza il suo consenso.

Gli obiettivi
01

Usare il linguaggio fotografico per raccontare identità profonde

02

Sviluppare consapevolezza emotiva trasformandola in espressione

03

Stimolare ricerca e creatività personale

04

Abituare all'autoosservazione e sviluppare empatia

05

Offrire spazio protetto per sperimentare identità in evoluzione

06

Lasciare memoria simbolica della crescita personale

07

Sviluppare sguardo non giudicante

08

Produrre output collettivo condivisibile

Chi conduce il laboratorio

Paolo Ciaberta

Fotografo e libero professionista nell'ambito dell'immagine e della comunicazione, conduce da diversi anni laboratori di autoritratto fotografico, sia con gli adulti sia con i ragazzi nelle scuole, tra cui un percorso continuativo con la Fondazione Casa Oz. Crede nell'autoritratto come strumento di consapevolezza ed espressione di sé.

Paolo Ciaberta
Per le scuole

Volete Ritrarsi nella vostra scuola?

Per informazioni pratiche — durata, costi, modalità di attivazione — è disponibile una scheda dedicata. Scrivimi per riceverla e per parlare del progetto con la tua classe o il tuo istituto.

Scrivimi per informazioni →
Percorso attivabile su richiesta di scuole e istituti